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PIANI TERAPEUTICI: UN VERO BALLETTO

19 ottobre 2024 Nessun Commento

Punto a capo e lettera maiuscola per i piani terapeutici. Senza questi i pazienti non possono ricevere alcuni farmaci e di conseguenza non si possono curare. Evidentemente questo poco importa considerato che nonostante appelli e richieste, la Regione Calabria presenta foglio bianco.

Non si capisce il perché di questo silenzio. Eppure da circa un anno i pazienti non possono accedere ai farmaci in modo “normale”. A causa di slittamenti e code nelle prenotazioni c’è gente che non si è potuta curare da oltre sette mesi. Chi invece è impossibilitato ad uscire di casa è costretto a non assumere farmaci lasciando “via libera” alla malattia. I pazienti gridano “vergogna” ma a quanto pare non interessa a nessuno.

Gazzetta del Sud ha raggiunto telefonicamente la dott.ssa Anna Maria Pasqualina Renda, Direttore Sanitario ASP Reggio Calabria e la dott.ssa Domenica Costantino, Direttore Struttura Complessa Struttura Farmaceutica ASP.

Loro, nonostante la buona volontà non hanno potuto aggiungere niente di nuovo anche perché devono applicare le indicazioni della Regione Calabria. Certo, potrebbero far capire alla stessa, in modo determinato, che l’ospedale di Reggio non può sopperire alle istanze di un territorio così vasto.

Tuttavia, trasferiranno ai “piani superiori”, l’elenco dei farmaci che i diversi specialisti ambulatoriali hanno indicato per chiedere l’autorizzazione alla prescrizione.  Tutto poi va inviato alla Regione Calabria per la valutazione e per l’eventuale consenso. Operazioni che fanno perdere tempo. Ovviamente questa storia dura da più di un anno.

E tutto questo solo per non aggiungere tre parole al DCA n. 36 di gennaio 2023 e nello specifico che oltre ai medici specialisti dipendenti possono prescrivere il piano terapeutico anche gli “specialisti convenzionati interni”.  Con queste tre parole non sarebbe necessario altro per garantire ai pazienti il diritto alla salute. Eppure non vengono aggiunte e la Regione Calabria, ad oggi, non ha mai spiegato il perché.

I pazienti hanno chiesto più volte al presidente Roberto Occhiuto aiuto ma tutto tace.

Eppure la Regione lo sa che i dipendenti presso gli Ambulatori Specialistici Territoriali sono delle “mosche bianche” mentre quasi tutti sono specialisti convenzionati interni.

Ed ecco il paradosso ripetuto più volte. I piani terapeutici possono essere prescritti presso gli ospedali e presso gli Ambulatori Specialistici Territoriali. In ospedale le file sono lunghe, lunghissime con mesi di attesa e a volte anche di qualche anno.

Negli Ambulatori Specialistici Territoriali, invece, la visita si può ottenere entro qualche settimana. E qui viene il bello.  Lo specialista ambulatoriale può visitare, attestare la patologia, stabilire il farmaco da assumere ma non può compilare il piano terapeutico solo perché risulta convenzionato interno e non dipendente.

Addirittura alcuni convenzionati possono prescrivere alcuni piani terapeutici ma non altri. Una sorta di mercatino dell’usato.

Come se non bastasse il “bello” lo vive drammaticamente chi ha bisogno di una visita domiciliare. Ecco il secondo paradosso: il medico dell’ospedale che può prescrivere il piano non può uscire dall’ospedale per espletare la visita domiciliare mentre il medico specialista ambulatoriale che può svolgere la visita domiciliare non può prescrivere il piano.  Dentro questa gabbia c’è la disperazione del paziente ostaggio di una “legge” scritta con una “logica” tutta da spiegare.

Vincenzo Malacrinò

 

Nel prossimo articolo invece un altro paradosso: i pazienti pur essendo riusciti ad avere il piano terapeutico sono senza farmaci e senza assistenza domiciliare da circa due mesi perché la Regione Calabria dovrebbe integrare, o forse ha già integrato, il servizio con le cooperative di infermieri. Nel frattempo, cosa molto giusta, i pazienti attendono ciò che da mesi è stato loro autorizzato.

pubblicato sulla Gazzetta del Sud

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